lunedì 1 giugno 2009

E' una vergogna

"Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza, con il voto contrario del centrodestra, la nuova legge sull'immigrazione che prevede, tra l'altro, l'assistenza sanitaria per gli immigrati clandestini." Questo è ciò che è stato approvato al consiglio della regione Toscana.
e non è finita qui :"La legge sostiene che tutte le persone dimoranti nel territorio regionale, anche se prive di titolo di soggiorno, possono fruire degli interventi socio-assistenziali urgenti e indifferibili, necessari per garantire il rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti ad ogni persona in base alla Costituzione ed alle norme internazionali.
La legge toscana, che si muove in controtendenza rispetto alle disposizioni contenute nel disegno di legge del Governo in materia di immigrazione approvato recentemente alla Camera, prevede anche l'estensione del diritto di voto ai cittadini stranieri residenti, l'accesso alle graduatorie per l'edilizia popolare e al servizio civile per i giovani immigrati."
Questo è quello ce viene riportato dal sito http://www.yahoo.it/ dove volete potete leggere anche il resto.
E' una cosa vergognosa che gli immigranti, anche quelliprivi de permesso di soggiorno, possano usufruire delle cosesopra elencate che fr poco nemmeno noi italiani abbiamo!
La regione non può, anzi, non deve andare contro le misure prese dal governo. Abbiamo troppi immigrati in Italia, chequesto governo fa fatica a mandarli via, se poi loro offrono anche queste cose sarà ancora peggio.
I particolari su questo link: http://it.notizie.yahoo.com/4/20090601/tts-oittp-toscana-assistenza-clandestini-ca02f96.html

mercoledì 14 gennaio 2009

Pisa Merita Di Meglio

di Giuseppe Busceti

Parto da una considerazione semplice e forse banale. Gli antagonisti si arrogano il diritto di essere gli unici depositari delle rivendicazioni sociali in questo paese. Secondo loro questo tipo di battaglie è di loro pertinenza esclusiva. Dovrò informare l’ufficio legale del nostro partito che saremmo accusati di plagio visto che le iniziative di carattere sociale come mutuo sociale e progetto per le acque pubbliche ne fanno parte integrante. Ma la mistificazione della realtà fa parte del loro DNA visto che asseriscono che La Destra si è presentata a Pisa con spranghe e catene, facendo saluti romani, esibendo croci celtiche e via dicendo. Nulla di tutto questo è vero. Vogliono solo creare una cortina fumogena che copre il fatto che a Pisa esiste una situazione di vuoto democratico e di legalità dove i violenti ed antidemocratici antagonisti ricattano le istituzioni che per tutelare l’ordine pubblico si ritrovano costrette a metterci sotto tutela non per colpa nostra ma per la nostra sicurezza. Si è arrivati al paradosso che a noi che avevamo il permesso del questore di manifestare, esercitando un diritto costituzionale, ci è stato impedito mentre gli antagonisti che hanno occupato una piazza senza averne diritto brindano al fatto che democraticamente hanno impedito a Pisa di subire una invasione fascista.Chi subisce è Pisa e chi fa della violenza un credo sono loro e non noi. Sono tanto civili e democratici che alla prima occasione hanno aggredito vigliaccamente una paio di ragazzi de La Destra, gli oltre venti antagonisti si con cinghie e catene. Tutta la giornata è stata caratterizzata dalla ricerca dello scontro che solo l’intelligenza dei dirigenti de La Destra che hanno responsabilmente rinunciato, su richiesta del comitato provinciale per la sicurezza, ad esercitare un loro diritto lo ha di fatto impedito.Addirittura il Sindaco che ha ribadito un concetto ovvio come la tutela della costituzione, che sancisce la libertà di espressione, è stato da loro criticato e viene accusato di darci troppo spazio. Secondo me lo spazio in eccesso è quello che viene loro conferito con l’assegnazione di spazi pubblici come le loro sedi che devono essere concesse per non far subire alla cittadinanza tutta occupazioni e soprusi di ogni genere.Inoltre, e su questo voglio essere il più chiaro possibile, non essendo ne io in prima persona ne nessuno del mio partito responsabile di nessuna azione contro i partiti della sinistra antagonista, contro le associazioni, contro i sindacati, contro i centri sociali e/o qualsivoglia tipologia di aggregazione della sinistra diffido chiunque a continuare con queste accuse, anche velate o che si sottintendono tra le righe dei comunicati, denuncerò chiunque mi accusi di qualcosa di cui, ho già ribadito più volte, non sono colpevole.Ritengo che tutto questo a Pisa debba finire. È una sconfitta di tutta la città se a qualcuno viene impedito di essere libero. Chi fa abuso della libertà concessa risponderà delle proprie azioni ma chi pretende di essere al di sopra delle istituzioni e si arroga il diritto/dovere di indicare alle istituzioni stesse cosa possono e non possono fare attuando metodi violenti non credo che meriti altro di finire nelle patrie galere.

Pisa merita di meglio.

NON CI FERMATE

di Francesco Storace

Scandaloso. L’atteggiamento dei media, il silenzio delle forze politiche, l’inefficienza di chi dovrebbe garantire democrazia. E’ la scandalosa miscela che ruota attorno a quello che è successo ieri a Pisa, dove a centinaia di militanti di Gioventù italiana si è preteso di impedire di manifestare contro la privatizzazione dell’acqua.
Una manifestazione programmata da settimane è stata vietata un’ora prima del suo svolgimento dall’ineffabile prefetto della città, mentre teppisti di estrema sinistra presidiavano indisturbati il luogo dove avrebbe dovuto svolgersi l’iniziativa.Ovviamente i nostri ragazzi non ci sono stati, ma quel che è grave è che il questore – altro esempio di capace gestione dell’ordine pubblico – non ha fatto di meglio che scortare i militanti di Gioventù italiana in un luogo chiuso, per poter manifestare senza disturbare gli straccioni rossi.Ci sono state anche botte. Poteva finire male.
Se a Roma c’è una scritta sui muri contro il sindaco, le agenzie di stampa grondano dichiarazioni di solidarietà.Se in qualunque città, a un politico della casta si dicono due parolacce, insorge il democraticissimo mondo intero.Se ai nostri militanti viene impedito di manifestare non c’è uno straccio di gazzettiere che registra il fatto nelle cronache nazionali, non c’è un politicante che scrive due righe due di solidarietà, non c’è un responsabile che paga.
Militanti di Gioventù italiana, non vi sentiate soli. Con voi c’è La Destra, la nostra comunità, che si ritroverà a Napoli il prossimo 24 gennaio. Vi vogliamo alla testa del nostro corteo. A gridare in faccia al mondo intero che ce ne freghiamo delle minacce e dell’indifferenza dei potenti. La battaglia continua. E noi non molliamo. E a Pisa ci torniamo tutti insieme. Che Maroni lo consenta o no.

Articoli Dei Giornali Pisani





























Articolo

Riporto l'articolo sui fatti di Pisa, dove le Forze dell' "ordine" hanno visto bene di manganellare i ragazzi di Gioventù Italiana che regolrmente e legalmente stavano svolgendo una manifestazione E’ un copione già visto , quello che si è consumato nella giornata di sabato a Pisa , un copione che rievoca altri tempi che credevamo fossero chiusi definitivamente .Sabato 10 gennaio Gioventù Italiana movimento giovanile de La Destra scende in piazza per recriminare il diritto all’acqua pubblica e per portare alla cittadinanza la propria proposta che restituisce ai cittadini il diritto ad essere i primi possessori di un bene di vitale importanza quale è l’acqua. Scende in piazza per garantire l’agibilità politica dei propri militanti e delle proprie battaglie in una terra difficile , dove è all’ordine del giorno che chi milita a destra subisca intimidazioni e aggressioni fisiche . Questo quanto è successo circa un mese fa quando alcuni dei nostri militanti mentre distribuivano gratuitamente acqua alla cittadinanza sono stati letteralmente assaliti da oltre cento militanti dell’estrema sinistra.Sabato 10 gennaio dovevamo essere nella stessa piazza per recriminare il nostro diritto ad esserci e a poter manifestare liberamente, ma non ci siamo riusciti , questa volta si ad attaccarci è stato un potere più forte , lo stesso potere che dovrebbe garantire le regole e i nostri diritti : Sono state le istituzioni.I fatti sono andati in questo modo : Alle ore 12 la piazza a noi regolarmente destinata con almeno 20 giorni di preavviso era già occupata da gruppi facenti parte ai centri sociali dell’estrema sinistra che senza una manifestazione autorizzata hanno iniziato un volantinaggio dove si sosteneva il doveroso annientamento di forze politiche come la nostra.Gioventù Italiana in maniera responsabile ha accettato l’idea proposta dal Prefetto e dalle istituzioni di non effettuare più la manifestazione nello stesso luogo per motivi di ordine pubblico ma ha legittimamente chiesto che la solita manifestazione potesse essere spostata in un altro luogo della città . La risposta delle istituzioni è stata netta : Nessuna manifestazione , nessuna diritto a manifestare anche con le regolari autorizzazioni .La situazione si è dunque capovolta , chi utilizza la violenza e viola la legge viene tollerato , per chi invece segue le regole gli viene tolto il diritto a manifestare.Le forze dell’ordine dispongono un luogo di concentramento per giovani militanti de la Destra arrivati ormai da molte parti di Italia da cui però sarebbero dovuti partire scortati per arrivare ad un hotel a circa 5 km d Pisa.I nostri militanti si radunano in via Pietrasantina luogo accordato in extremis con le istituzioni in centinaia , ma qui ad aspettarli ci saranno circa cento poliziotti in assetto anti sommossa, come se i delinquenti oggi a Pisa fossimo noi.Ancora una volta i militanti di Gioventù Italiana chiedono di manifestare con bandiere slogan e striscioni contro la privatizzazione dell’acqua e contro le lobby affaristiche e politiche che la eseguono. La Polizia con un cordone ferma i nostri manifestanti che in maniera responsabile , tutti uniti e a braccia alzate ribadiscono il loro diritto a manifestare e a esserci .Di altro avviso sono i responsabili delle forze dell’ordine che circondano la manifestazione per obbligare i ragazzi de la Destra a salire sui mezzi per raggiungere l’hotel , intanto pochi metri da li una ventina di militanti dell’estrema sinistra aggrediscono con violenza inaudita tre partecipanti della manifestazione contro la privatizzazione causandone il ferimento , uno dei delinquenti dei centri sociali viene fermato dalla Polizia che ha visto tutto , ma viene rilasciato immediatamente senza averne preso nemmeno le generalità. Tutto mentre i nostri ragazzi venivano identificati.Alla fine il senso di responsabilità del nostro partito pone fine a questa paradossale situazione sciogliendo volontariamente la manifestazione visto che dentro di essa vi erano donne , bambini e famiglie intere . Oggi a Pisa abbiamo chiesto ciò che ci era dovuto e ciò che era nei nostri diritti : Manifestare , abbiamo di tutta risposta ricevuto i manganelli.Siamo certi che vi sia una volontà politica dietro a questa ingiustizia nei nostri confronti e forse anche un timore di fondo per una forza come la nostra che cresce, prende consensi e porta in piazza centinaia di persone su tematiche scomode a moltiSiamo un movimento che rispetta le regole ma vogliamo che venga rispettata la nostra dignità.Oggi recriminiamo con orgoglio di avere salvaguardato il nostro diritto di manifestare .A breve torneremo a Pisa , in piazza, e questa volta nessuno ci potrà fermare.

Luca Lorenzi

Di seguito il link al video su youtube diffondete la verità....http://it.youtube.com/watch?v=fvX3ZrYI13o

lunedì 8 dicembre 2008

Articolo Di Giuseppe Busceti

Con la presente desidero chiarire alcuni punti che, rileggendo con la dovuta calma gli articoli pubblicati, risultano riportare concetti errati e fuorvianti. La manifestazione oggetto del contendere aveva ottenuto i permessi sia dal comune di Pisa che dalla questura e la stessa era stata pensata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della privatizzazione delle acque, privatizzazione che a nostro avviso risulta sbagliata ed antisociale in quanto l’acqua è un bene primario e deve rimanere in mani pubbliche.

Questa battaglia viene portata avanti già da tempo dai ragazzi di Gioventù Italiana, organizzazione giovanile del movimento politico La Destra, con la raccolta di firme per presentare una proposta di legge. Questo tipo di manifestazione di carattere non ideologico non credevamo potesse essere soggetto di critiche da parte di chi si arroga il diritto di rappresentare le istanze sociali di questo Paese. Invece la sinistra antagonista di Pisa ha ritenuto opportuno ribadire quello che è per loro il concetto di democrazia e libertà.

I Nuovi Rozzi (termine per loro quanto mai appropriato) si sono dati il diritto di stabilire chi può e chi non può portare avanti determinate istanze. Usando i loro modi “democratici” abituali hanno costretto le forze dell’ordine presenti sulla piazza ad allontanare chi, a loro dire, usurpava una loro esclusiva. Oltre a questa manifestazione di democrazia hanno accusato GI di essere i responsabili delle provocazioni subite dalla loro sede.

Queste persone oltre che a dimostrare profonda ignoranza, visto che hanno confuso GI con una altra sigla, dimostrano di essere o non attenti lettori o di non saper leggere affatto visto che si era già inviato un comunicato in cui si prendeva le distanze da metodi di lotta che non ci appartengono.

Visto che a Pisa esistono delle persone che in spregio a tutte le leggi vogliono imporre con la violenza il loro modo di essere e di pensare sarebbe opportuno che chi è deputato a far rispettare le norme della civile convivenza prendesse i provvedimenti opportuni per impedire che una città si debba sentire ostaggio di pochi violenti facinorosi.

Veniamo accusati di essere fascisti. Nella loro accezione del termine per fascista si intende persona razzista, violenta, nemica dei più deboli e sostanzialmente becera. Ad oggi questo tipo di fascismo è pienamente rappresentato dai nuovi rozzi della sinistra antagonista e dai Cobas ai quali riconosciamo in pieno questo diritto di rappresentanza.

In ultimo, con rammarico, prendiamo atto delle dichiarazioni del Sindaco Marco Filippeschi dal quale ci aspettavamo maggior coraggio nel condannare gli atteggiamenti violenti della estrema sinistra e dal quale ci stupisce il parallelismo che fà tra le intimidazioni subite da GI ed il danneggiamento di un centro sociale. Non è necessario, Caro sindaco, cercare tutte le volte una giustificazione alla violenza dei “compagni comunisti che sbagliano ma……..”. La violenza e violenza e basta come dice da sempre la sinistra senza se e senza ma.

Segretario provinciale La Destra
Giuseppe Busceti

domenica 7 dicembre 2008

Lorenzi punta il dito contro le sinistre: Vogliono lo scontro del 68.

Vogliono riaccendere il 68 per rendersi nuovamente attuali- sono queste le dichiarazioni di Luca Lorenzi, Segretario Nazionale dell’organizzazione di Gioventù Italiana, il movimento giovanile che fa a capo ai ragazzi che ieri sono stati aggrediti da centinaia di manifestanti violenti dei centri sociali pisani.È più che evidente che la strategia in corso sia essenzialmente mirata a rinvigorire una sinistra extraparlamentare che non ha più nulla da dire o da recriminare se non la volontà di dimostrare violenza e aggressione contro chi non la pensa come loro o contro chi gli ostacola. I nostri ragazzi- continua Lorenzi- stavano manifestando pacificamente contro la privatizzazione delle acque voluta dal Governo Berlusconi dall’ultimo decreto Tremonti e sostenuta dalle amministrazioni locali della sinistra che in Toscana con le ATO si stanno preparando a svendete il bene pubblico alle multinazionali dell’acqua. Invece di trovare solidarietà da parte della sinistra, sempre pronti a millantarsi di essere i tutori della socialità, si sono ritrovati a essere aggrediti insieme alle poche unità delle forse dell’ordine li presenti, inermi di fronte a così tanti violenti ed esagitati.Chiederemo sin da oggi un energico interevento del Ministero degli Interni chiedendo di fare luce sulla vicenda e sulle responsabilità dell’accaduto. Forse è ora di monitorare i focolai che sussistono nella città pisana, troppo spessa vittima delle sinistre che l’amministrano e delle sinistre extraparlamentari che ne gestiscono i centri sociali, covo di nuovi sessantottini.Sarà venuto il momento di valutarne la chiusura ridestinandone gli spazi a tutti i giovani pisani e non solo ad una parte sbagliata e passata di essi.Voglio dimostrare tutta la mia solidarietà ai nostra giovani e alle forse dell’ordine presenti al fatto, sperando che questi episodi non siano l’inizio di una nuova crisi della diatriba politica.Valuteremo sin da oggi l’opportunità di fare una manifestazione nazionale nelle strade pisane per chiedere diritto di parola, espressione e volontà politica, concetti dalla sinistra già da tempo abbandonati nei meandri della loro triste storia.

martedì 11 novembre 2008

Bombacarta Al Newroz

27 Ottobre 2008

In qualità di presidente provinciale de La Destra dove Gioventù Italiana rappresenta la componente giovanile mi ritrovo a respingere sdegnosamente le neanche tanto velate accuse di essere tra gli autori dell’attentato dinamitardo di cui è stato oggetto il centro sociale Newroz.Gioventù Italiana è assolutamente estranea a fatti di questo tipo. Peraltro si viene accusati di aver scritto uno striscione inneggiante agli Ultras di Sofia. La cosa è falsa! Gioventù Italiana ha fatto uno striscione per ricordare i fatti avvenuti 52 anni fa a Budapest dove una protesta studentesca è stata annichilita nel sangue e dove l’occupazione militare sovietica è durata 32 anni. Evidentemente chi ha letto lo striscione non conosce la differenza tra Budapest e Bucarest.I militanti del movimento giovanile de La Destra in quanto facenti parte de La Destra si riconoscono nello statuto che al primo capitolo nell’ultimo capoverso recita chiaramente: “Il Movimento ripudia qualsiasi forma di violenza e discriminazione basata sulle differenze sociali, economiche, religiose o etniche.”Quindi la scelta fatta è di portare avanti le nostre ide cercando di convincere le persone a condividerle e non di terrorizzarle o di ucciderle. Non ci siamo mai permessi NOI di impedire a qualcuno di parlare ad una assemblea per il solo fatto che esprimeva idee e concetti diametralmente opposti ai nostri. In democrazia esiste il diritto a poter esprimere il proprio intento ed il dovere di farlo attuando mezzi di lotta politica che non prevedano la prevaricazione di nessuno.Chi ha, non solo materialmente, fatto ed ideato questo gesto stupido deve essere punito, ma accusare degli innocenti di tentata strage senza averne minimamente le prove non solo travalica le forze dell’ordine preposte a fare questo ma anche il buon senso. Pisa è una realtà difficile dove basta poco per esasperare situazioni che ad oggi fortunatamente neanche esistono.Il Portavoce della Provincia di PisaGiuseppe Busceti

mercoledì 22 ottobre 2008

23 ottobre per non dimenticare


Il 23 ottobre 1956 rappresenta una data storica nella lotta anticomunista:una immensa folla segnata dalla fame e dalla voglia di libertà scese nelle piazze di Budapest distruggendo i simboli di una dittatura sanguinaria;studenti,braccianti,operai assalgono le biblioteche del regime e tutto quello che riportava alla mente menzogne ed oppressione e migliaia di bandiere rosse vennero bruciate.Nella stessa notte viene abbattuto dai patrioti la statua del tiranno Stalin,massima espressione del dominio rosso sangue in città,ma all’indomani la strage.Poche ore dopo fanno il loro ingresso i carri armati dell’Armata Rossa con al seguito la polizia segreta,al soldo del tiranno comunista, e si comincia a sparare sommariamente sulla folla.La rivolta dei patrioti continuò senza esitazioni per più di una settimana e nonostante lo strapotere militare di Mosca i valorosi ungheresi continuarono a sventolare il Tricolore in nome della libertà cadendo a migliaia.All’alba del 4 novembre l’arrivo in forze dell’Armata Rossa:25000 carri armati e 75000 militari.La resistenza dei patrioti dovette cedere allo strapotere militare e numerico dell’esercito di Stalin; furono uccisi più di 25000 ungheresi,decina di migliaia di feriti e ben 250000 furono i profughi i quali cercarono libertà e fortuna nei paesi occidentali.Il sangue versato dai patrioti di Budapest non fu vano:le migliaia di vittime tra i rivoltosi anticomunisti non verranno dimenticate dall’opinione pubblica e dalla storia,infatti dopo i fatti ungheresi scemò sensibilmente il sostegno occidentale al regime comunista anche se nei giorni della Rivolta nessun Governo accolse l’appello di aiuto di Nagy,poi giustiziato vigliaccamente nel 1958.In Italia i fatti di Budapest non crearono solo sgomento anzi;una buona parte degli esponenti di spicco del PCI salutò l’ingresso dei carri armati sovietici e conseguente repressione.Citiamo i più illustri come Pietro Ingrao, Luigi Longo,il quale difese la repressione come mezzo per sedare la rivolta “fascista” e per ultimo,ma non in ordine di importanza,l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano,il quale condannò senza riserve i patrioti ungheresi,pentendosene solo dopo 50 anni comodo su una illustre poltrona milionaria.Anche la stampa comunista fu filo
sovietica:su “L’Unità” si arrivò a definire i gli operai insorti come “facinorosi teppisti” ,giustificando poi la carneficina perpetrata dalle truppe sovietiche come “elemento essenziale per salvaguardare la stabilizzazione internazionale”.Lasciamo a voi ogni commento su le posizioni prese da una buona parte della sinistra comunista dell’epoca….
Dopo 50 anni non si devono dimenticare quei valorosi ragazzi,studenti,braccianti,operai, i quali hanno combattuto per liberare la Patria dal regime più sanguinario che la storia abbia mai conosciuto;il nostro dovere è quello di mantenere vivo il ricordo per fare in modo che il loro sacrificio non sia stato vano:Avanti ragazzi di Budapest,avanti Ragazzi d’Europa.

Dedicata ai “ragazzi di Budapest”


“svegliatevi fratelli,su non dormite più
Giochiamoci oggi stesso la nostra gioventù:
se la maledizione ce la portiamo addosso
la bruceremo insieme col primo straccio rosso
Se scioglieranno il nodo che oggi ci tiene uniti
Andremo in altri posti a costruirci i nidi
Ci brucerai le case ma che importanza ha
In casa dei fratelli del posto ci sarà……

domenica 12 ottobre 2008

Heider

E’ morto senza scorta. Jorg Haider, leader di quella che la solita nomenklatura intellettuale chiama l’ultradestra austriaca, è scomparso tragicamente come una persona comune. Di lui si sono spese le peggiori parole, razzista, xenofobo e chissà che altro, eppure nel suo status non c’era traccia dell’uomo che, a capo di una comunità di forte consenso elettorale, sembrava far impallidire l’Europa e il mondo.Senza neppure un autista ad accompagnarlo a casa dopo l’ennesimo comizio.
Quanti ce ne sono così in Italia?Piovono commenti grossolani e nessuno che si chiede il perché di un successo travolgente nel popolo, non nei palazzi del politicamente corretto. Noi, più semplicemente, crediamo che Haider abbia interpretato la voglia di una parte del suo popolo di ribellarsi al pensiero unico, di riappropriarsi di un’etica che proprio nei giorni della crisi finanziaria mondiale torna alla ribalta come necessità di riscatto morale.
Non profettizzava, Haider, l’Europa dei mercanti, e credo che tutti gliene debbano rendere atto, almeno ora che non potranno più strillare contro la sua presenza ingombrante.Sono stato suo collega al comitato delle regioni d’Europa, come presidente della mia regione e lui governatore della Carinzia. E’ stato capace di cadere e rialzarsi, di combattere, di vincere.
Probabilmente avevamo un concetto differente di amore per la propria Nazione, e questo è ovvio.
Ma di fronte a uomini così, capaci di correre per affermare un’idea, mille volte meglio che quattro quacquaraquà che dalle nostre parti idolatrano il capo sperando di essere degni di trovare un posto a corte.No, non conta solo il potere. E nemmeno l’auto blu.
Onore e dolore per un politico che non si nascondeva.

Francesco Storace

lunedì 29 settembre 2008

Le Dimmisioni Della Santanchè Da LA DESTRA

Apprendiamo con stupore il comunicato diramato da Daniela Santanchè, per annunciare le sue dimissioni dal Partito e il ritiro della Mozione congressuale che la vedeva prima firmataria.

La Santanchè sostiene di non volere più far parte de La Destra, perché Storace non vorrebbe pervenire ad accordi e collaborazioni con il PDL: ciò è falso e dimostra come e quanto la Santanchè non sia mai entrata in sintonia con il popolo de La Destra e con la militanza in un partito organizzato, ed è anche in contrasto con quanto sostenuto dalla stessa Santanchè nella sua mozione congressuale, nella quale sosteneva si dovesse sciogliere La Destra per confluire nel PDL.

Se la Santanchè vuol far parte di un partito che intende collaborare con il PDL per diventare partito di governo come sa fare e come merita, si limiti a ritirare la Mozione e rimanga nel partito come militante, lontana dai riflettori e senza poltrone, in caso contrario tutti potranno pensare male sulle reali motivazioni delle sue decisioni di un recente passato e di quelle odierne.

Badi bene inoltre la Santanchè a come si esprime da oggi in avanti nei confronti de La Destra e dei suoi militanti, gente vera, sincera, onesta, che non si è risparmiata nel sostenerla da candidata premier, e che non merita certi contorsionismi politici.

Aldo Rovito - Portavoce Provinciale Alessandria

sabato 27 settembre 2008

5 ottobre: Congresso Provinciale

A meno di un anno dalla costituente di Roma il Partito ha dato seguito alla organizzazione e allo svolgimento dei congressi provinciali che dovranno eleggere i rispettivi portavoce provinciali e i delegati locali per il congresso nazionale del 7-8-9 Novembre.

A Pisa il congresso provinciale si terra il giorno 5 ottobre (domenica) presso l’Accademia Palace hotel viale G. Gronchi Ospedaletto Pisa.I risultati elettorali che “la DESTRA” ha ottenuto in provincia di Pisa sono di portata storica per un Partito nato da pochi mesi soprattutto se si considerano le enormi difficoltà che si sono dovute affrontare e il contesto politico e ambientale nel quale si è dovuto operare.

Il merito di tali lusinghieri risultati è da ascrivere ad ognuno di voi. Da oggi inizia una nuova fase certamente più impegnativa e, per questo, sicuramente più esaltante ed entusiasmante. La nostra comunità è chiamata a dare il meglio di se per affermare principi e valori che sono propri della DESTRA italiana; di quella DESTRA che vuole mantenere inalterata la propria identità.

L’evento congressuale è un momento di vita politica importante anche per far conoscere al restante mondo politico che questa DESTRA “NON MOLLA” ed è presente sul territorio con la volontà di determinare le scelte amministrative con una politica onesta e coerente.Quindi, è superfluo ribadire che la Tua partecipazione al congresso deve essere assicurata.programma del congresso:

- Ore 09,00 introduzione: apertura lavori congressuali, saluto ed intervento del portavoce prov.le uscente Giuseppe Busceti e del portavoce della città di Pisa Dott.ssa Sonia Avolio.

- Dalle ore 10.00 alle ore 11,00 saluto degli ospiti politici e dei rappresentanti di categoria.- Pausa caffè.

- Dalle ore 11,15 alle ore 12,00 interventi degli iscritti – eventuale replica del candidato e/o candidati a portavoce provinciale.

- Dalle ore 12.00 alle ore 13.30 votazioni a seguire scrutinio .

- Pranzo socialePer votare occorre essere muniti di valido documento di riconoscimento.Il

Portavoce della Provincia di Pisa

Giuseppe Busceti

giovedì 11 settembre 2008

Pisa E' Con Francesco

A seguito di una vivace riunione degli iscritti della provincia di Pisa, a larghissima maggioranza si è deciso di sposare in toto le tesi congressuali dell'attuale e futuro segretario Francesco Storace. La scelta era tra l'esistenza e la confluenza. Si è scelto coerentemente l'esistenza. Nutriamo ancora forti dubbi che il congresso vedrà due candidature in quanto solo la candidatura di Francesco Storace è condita di contenuti politici, l'altra sembra essere frutto di opportunismo politico e scevra di proposte utili alla comunità della Destra.

Pisa al Congresso è con Francesco.
Giuseppe Busceti
Portavoce provinciale

martedì 12 agosto 2008

GI Rosarno presenta l'ODG in Comune per il Tibet Libero

Gioventù Italiana Rosarno, a mezzo del coordinatore regionale calabrese Angelo Zurzolo, ha presentato giovedì 7 agosto al consiglio comunale di Rosarno la richiesta di un ordine del giorno, avente ad oggetto la rivendicazione di un gesto si solidarietà nei confronti del popolo tibetano, “che da più di 50 anni soffre le pene di una colonizzazioneGioventù Italiana Rosarno, a mezzo del coordinatore regionale calabrese Angelo Zurzolo, ha presentato giovedì 7 agosto al consiglio comunale di Rosarno la richiesta di un ordine del giorno, avente ad oggetto la rivendicazione di un gesto si solidarietà nei confronti del popolo tibetano, “che da più di 50 anni soffre le pene di una colonizzazione
selvaggia e aggressiva, priva di ogni rispetto per i diritti umani e per
l'autodeterminazione dei popoli”.
Gioventù Italiana chiede all’amministrazione comunale, ed in particolar modo al Sindaco Martelli di far esporre una bandiera del Tibet sul pennone del municipio durante le prossime olimpiadi di Pechino. “Riteniamo questa iniziativa doverosa, e la stiamo portando avanti in tutta Italia, da Carrara, città dove è partita l’idea, alla Sicilia, passando per la capitale. Anche in Calabria, Gioventù Italiana presenterà questa proposta in molti consigli comunali ed alle amministrazioni provinciali di Cosenza e Catanzaro dove la destra è rappresentata da consiglieri provinciali e da un assessore per quanto riguarda il capoluogo di regione. Siamo certi – prosegue Zurzolo – che il Sindaco, il quale si è sempre dimostrato solidale, a volte anche troppo, nei confronti dei numerosi immigrati che popolano la nostra città, non resterà insensibile alla nostra proposta ”.
“Gioventù Italiana – conclude il coordinatore calabrese dei giovani de la destra - dice no a alla cecità della politica ed al sacrificio dei diritti civili nei confronti del dio denaro. Riteniamo questo piccolo ma significativo gesto doveroso nei confronti di un popolo che da decenni è costretto a subire le angherie di uno Stato, che purtroppo le Nazioni Unite, ed i finti paladini della giustizia, fingono di non vedere” .
Angelo Zurzolo
COORDINATORE REGIONALE CALABRIA GIOVENTÙ ITALIANA

Gioventù Italiana Partecipa All' Incontro Nazionale Dei Giovani Di Forza Italia

Versilia -10 Agosto- Si apre il meeting nazionale dei giovani di Forza Italia , numerosi gli esponenti del partito di Berlusconi .Tra i vertici nazionali del movimento giovanile azzurro presenti il Coordinatore Nazionale dei giovani di FI Francesco Pasquali e il Vice Coordinatore Nazionale Stefano Maggiani. Alla manifestazione è stato invitato anche Luca Lorenzi in rappresentanza dei giovani di Gioventù Italiana , movimento giovanile de La Destra il quale nel suo intervento ha ricordato che la politica dovrebbe aprirsi maggiormente alla società e in particolare modo ai giovani , affinché essa non diventi casta e puro esercizio di gestione del potere. Inoltre il rappresentante dei giovani de La Destra interrogato dai presenti dichiara :" La Destra non confluirà mai nel PDL , non siamo nati per questo , auspico invece che si possa riaprire un dibattito sui contenuti e sui programmi politici. In questo noi giovani potremmo dare l'esempio portando avanti battaglie che riteniamo essere di primaria importanza per la politica e per l'interesse nazionale. Ritengo che si possano portare avanti battaglie comuni --continua Lorenzi- dai giovani dovrebbe partire la lotta contro chi vorrebbe trasformare la politica in casta e dunque chiedere a gran voce il ritorno al sistema delle preferenze affinché il Parlamento italiano torni ad essere luogo di eletti e non di nominati. Subito dopo la replica di Francesco Pasquali coordinatore nazionale di giovani di Forza Italia che apre il suo intervento dichiarandosi berlusconiano e plaudendo alla manifestazione dei giovani de La Destra per il Tibet libero : " Ci sentiamo vicini a voi in questa battaglia per la libertà del popolo tibetano" . Di altro avviso invece riguardo la questione del ritorno alle preferenze , per il rappresentante dei giovani di Forza Italia infatti il listino rimane il sistema migliore per assicurare rappresentanza popolare in Parlamento. Un incontro molto importante a livello politico dove si sono potute evidenziare le differenze tra i due movimenti ma anche punti in comune

Ufficio Stampa Gioventù Italiana

Musetti:Presentiamo In Tutti I Comuni L'ordine Del Giorno In Favore Del Popolo Tibetano

Carrara- E' Gianni Musetti, giovane Consigliere Comunale di Carrara a lanciare in tutta Italia un Ordine del Giorno da presentare nei Comuni della penisola in solidarietà al popolo Tibetano a ridosso dell'inizio dei giochi Olimpici nella Repubblica Popolare Cinese. L'ODG presentato questa mattina nel Comune di Carrara è stato poi trasmesso anche all'ANCI, l'associazione nazionale dei Comuni d'Italia e ai Consiglieri Comunali del Partito di Storace, invitati, dallo stesso Musetti, a mettere mano al documento per poterlo presentare anche nel proprio Comune di riferimento. "Questa battaglia- sottolinea Musetti. è una iniziativa dovuta a un popolo che da più di 50 anni soffre le pene di una colonizzazione selvaggia e aggressiva, priva di ogni rispetto per i diritti umani e per l'autodeterminazione dei popoli. Se questo governo presenzierà all'inizio dei giochi Olimpici, come già dichiarato dal Presidente Berlusconi, noi preferiamo stare dalla parte che più ci è consueta, quella degli umili e degli oppressi, dalla parte dei tibetani contro il grande dragone cinese, che con i suoi interessi economici e internazionali, fa dimenticare a tanti ministri e sottosegretari le cose per cui lottavano e dicono di lottare.- Continua Musetti- l'8 agosto, mentre in molti preferiranno essere a vedere l'inizio di questi giochi, noi, con Gioventù Italiana, saremo in Piazza a Roma, a manifestare contro queste olimpiadi e per dire al popolo Tibetano che, anche in Italia, ci sono delle persone che non amano la repressione e l'ingiustizia e che non intendono barattare il proprio silenzio per meri interessi economici. Invito tutte i militanti di Gioventù Italiana e de La Destra- Conclude Musetti- ad essere in piazza con noi, perché più voci saremo più lontani ci faremo sentire, e magari anche laggiù, nel lontano Tibet, dei cuori ribelli e delle tonache arancioni non si sentiranno più sole.

domenica 10 agosto 2008

Blitz di GI in Piazza Di Spagna Per Il Tibet Libero

Roma-8 Agosto ore 16 Un Grido squarcia il cielo di Roma –Tibet Libero , Tibet Libero- .È’ il grido dei giovani de La Destra che si sono radunati in via del Corso a due passi da Piazza di Spagna . Cento persone attorno a bandiere e striscioni che inneggiano alla libertà del Tibet capeggiati da una camionetta da cui parlano a turno vari esponenti delle associazioni per i diritti umani , numerosi interventi anche degli esponenti romani de La Destra , si chiede la libertà per il popolo tibetano e diritti umani per quello cinese , si vuole lanciare un messaggio all’intera nazione : Boicottare queste olimpiadi , spegnere la TV , solo così potremmo dare un segnale forte al mondo intero , questo il contenuto degli slogan dei ragazzi di Gioventù Italiana . Ma la vera sorpresa della giornata viene presentata da un fuori programma ,un blitz dei giovani militanti de la Destra in Piazza di Spagna . Un centinaio di ragazzi di Gioventù Italiana infatti ha letteralmente occupato la scalinata di Piazza di Spagna , srotolando un lunghissimo striscione con scritto Tibet Libero , lanciando centinaia di volantini arancioni e accendendo decine di fumogeni arancioni e urlando lo slogan -Tibet Libero- sventolando bandiere del Tibet della destra e tricolori . Tutto questo davanti a una Piazza di Spagna gremita di turisti attoniti e davanti alle telecamere delle televisioni nazionali . Al termine del colorato e rumoroso blitz un lungo applauso della piazza in risposta all’iniziativa di protesta fa capire che il messaggio è stato lanciato e che la protesta contro queste Olimpiadi e la lotta per il Tibet libero è solo cominciata.

mercoledì 30 luglio 2008

Comunicato Stampa GI

Dando seguito ad una serie di iniziative che, il mese scorso, hanno coinvolto tutte le province d'Italia, Gioventù Italiana L'Aquila la scorsa notte ha rincarato la dose, dando vita ad una singolare manifestazione di protesta finalizzata alla presentazione di una proposta di legge per l'abolizione delle accise sui carburanti. Decine di manifesti sono stati affissi sulle colonne di distribuzione dei self service. "Questa iniziativa - dichiara Claudia Pagliariccio Dirigente Nazionale del movimento giovanile che fa riferimento a Francesco Storace e Teodoro Buontempo - si ricollega a diverse prese di posizione anche dei vertici de La Destra, che già da tempo avevano lanciato la proposta per l'abolizione delle accise, inserite negli anni per finanziare eventi straordinari quali la guerra in Abissina, la crisi di Suez o le missioni in Libano e in Bosnia nei primi anni '80. La nostra proposta prevede il taglio completo delle accise sui carburanti e una tassazione straordinaria per banche e finanziarie, che possa ricoprire i mancati introiti dello Stato. Siamo sicuri - continua Pagliariccio - che nel giro di un mese riusciremo a raccogliere decine di migliaia di firme da poter presentare a Roma, contro quella che possiamo definire una vera e propria rapina alle tasche degli italiani".

L'Aquila lì 25-07-2008

Claudia Pagliariccio
Dirigente Nazionale G.I.

lunedì 28 luglio 2008

ADESSO BASTA!!!



*Luca Lorenzi * dichiara: L'ex Governo Prodi aveva decretato un emendamento per elargire la pensione ai familiari ricongiunti. L'attuale Governo non ha speso una parola per bloccare questo procedimento. Una vergogna tutta Italiana. Pensioni facili per gli stranieri «ricongiunti», con il beneplacito dell'ex governo Prodi, che a febbraio 2007, con un decreto, ha allargato le maglie dei confini per i parenti degli immigrati, alleggerendo i criteri di ammissione delle domande. Un fenomeno allarmante, che l'Inps negli ultimi mesi ha più volte segnalato con toni d'emergenza al Viminale. Della destinazione di quegli assegni (da 395 a 580 euro mensili, più tredicesima) l'attuale governo Berlusconi sembra non volersene curare, mettendo a serio repentaglio i bilanci dell'istituto previdenziale che eroga le pensioni facili agli extracomunitari. C'è un trend in fortissima crescita nelle comunità straniere, legato ai ricongiungimenti familiari, che permettono a migliaia di ultra 65enni d'oltreconfine di incassare i soldi del nostro sistema pensionistico senza aver mai lavorato un solo giorno in Italia e senza aver mai versato un solo euro di contributo alla previdenza sociale. Un capitolo di spesa da non sottovalutare, considerando le non floride condizioni del sistema previdenziale. «A dir poco quest'anno saranno 70-80 milioni di euro che finiscono nelle tasche degli stranieri, e gli "aventi diritto" sono fatalmente destinati a crescere in maniera esponenziale», Praticamente un vero e proprio regalo che gli italiani fanno a loro spese ai 65 enni extracomunitari, invitati così a prendere la via verso il nostro paese, fare domanda per la pensione, ricongiungersi con i propri familiari già in terra italiana, e magari, con l'ausilio di un semplice RID bancario, tornare in patria stipendiato gratuitamente dalla nostre tasche bucate. Mentre i nostri anziani rubano per fame al supermercato un salame e presi sul fatto muoiono per la vergogna (vedi fatto accaduto a Roma), ridotti a dover vivere con poche centinaia di euro al mese, necessarie solo a pagare le bollette di luce e gas, la nostra previdenza regala soldi agli extracomunitari. Mentre dobbiamo incassare la storia di M.P. di Barni che senza un rene non può lavorare ma lo stato non riesce a dargli una pensione che gli spetta Ma che governo è mai questo, un governo che aveva promesso di cancellare le ingiustizie sociali e di mettere la parola fine sulle vergogne della parentesi Prodiana, permette che ancora ad oggi si continui ad erogare questa sussidiarietà a gente che nel nostro paese non ha lavorato neppure un minuto.

domenica 27 luglio 2008

Venerdì 8 Agosto Tutti A Roma

Gioventù Italiana movimento giovanile de La Destra , venerdì 8 agosto
scenderà in piazza a Roma in una manifestazione nazionale per il Tibet
Libero lo annuncia Luca Lorenzi a nome di tutta la dirigenza di Gioventù
Italiana , la manifestazione sarà in concomitanza con la Cerimonia di
apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, il ritrovo è fissato per le ore
15 a Largo dei Lombardi, su Via del Corso, nel cuore della Capitale.
Saremo tantissimi per protestare contro la Cina comunista e per chiedere
che la nostra nazionale partecipi alla manifestazione olimpica non con
il tricolore ma con la bandiera del Coni , in segno di protesta contro
le violazioni dei diritti umani perpetrati da decenni dalla dittatura
cinese. Alla manifestazione parteciperanno anche i big della Destra.


"Esistono tragedie e comportamenti a cui chi crede ancora di poter
cambiare il mondo non può permettersi di assistere immobile!" è quanto
dichiarano Aimone Ferrario Bonanni e Francesco Ciccone, ideatori
dell'iniziativa "Stop Cina! Free Tibet, Free Europe"
"Non possiamo esimerci dal sentirci vicini alla sofferenza del popolo
tibetano, e dall'affiancarla a quella di chi nel nostro Paese è
costretto alla soglia della povertà da uno stipendio da fame o da un
licenziamento. Situazioni in vero molto diverse ma originate dalla
stessa sprezzante violenza ed ignoranza di quelle regole di rispetto per
l'Uomo e per i Popoli che dovrebbero rappresentare le fondamenta di
qualunque Stato. Ed è questa diversità congenita che ci impedisce di
accettare questi Giochi Olimpici. Lo Sport può e deve avvicinare ed
unire, serve a riscoprire una radice di Valori comuni, laddove questa
radice non esiste, una manifestazione sportiva come le Olimpiadi perde
il suo senso e rimane solo una vuota scatola pubblicitaria a servizio
degli interessi di legittimazione e sdoganamento di un regime criminale".
"Di fronte ai recenti accadimenti in Tibet, ed alle proposte di
boicottaggio che alcuni esponenti della società, del mondo sportivo o
politico hanno avanzato, si è levata una serie di voci contrarie, in
nome degli ideali Olimpici, della non politicizzazione della
manifestazione dei cinque cerchi. Un coro di "the show must go on" che
facilmente si impone di fronte al silenzio della stampa sul problema
Tibet e alle timide voci dei principali esponenti politici. Ma quale
show, quale spettacolo deve continuare? Quello dei massacri della
popolazione tibetana che rivendica la propria indipendenza,
violentemente usurpata e negata dalla Cina comunista fin dal 1949?
Quello della carcerazione di oltre mille oppositori politici
protagonisti delle manifestazioni di piazza duramente represse dalla
Polizia cinese? Oppure a continuare dev'essere lo show dell'Occidente
schiavo della volontà di dominio mondiale della Cina capital-comunista
che sta riuscendo a farci calpestare gli ideali su cui si fondano le
nostre democrazie?".
"Non è pensabile che le Federazioni boicottino le Olimpiadi? Allora
chiediamo che tutte le Società che sponsorizzano la manifestazione o che
grazie ad essa beneficeranno di lucrosi ricavi (pensiamo alle
concessionarie pubblicitarie di tv e carta stampata...) devolvano una
quota a sostegno del Tibet e della sua lotta non violenta per
l'indipendenza. Gesto concreto che varrebbe forse più di mille parole.
Combattiamo questa battaglia perché è la nostra battaglia, quella per la
libertà dei Popoli e per la difesa dei nostri Valori. Se chi ha nelle
mani i fili del potere ha timore di schierarsi pubblicamente contro il
colosso cinese Noi non possiamo certo abbassare la testa e tacere, Noi
non vogliamo renderci complici di un tale gioco, Noi non guarderemo le
Olimpiadi" concludono Aimone Ferrario Bonanni e Francesco Ciccone.

sabato 26 luglio 2008

Boicottiamo Le Olimpiadi

L’invasione e l’occupazione del Tibet, da parte della Repubblica Cinese, risalgono al 1950. Costituirono un inequivocabile atto di aggressione e violazione della legge internazionale. Il Dalai Lama, capo politico e spirituale del Tibet, tentò una pacifica convivenza con i cinesi, ma le assurde mire colonialiste della Cina diventarono sempre più evidenti. La sistematica politica di “sottomissione” del popolo tibetano segnò l’inizio della repressione cinese, cui si contrappose l’insorgere della resistenza popolare. Il 10 Marzo 1959 il risentimento dei tibetani sfociò in un’aperta e forte rivolta nazionale. L’Esercito di Liberazione Popolare stroncò però l’insurrezione con estrema brutalità, uccidendo, tra Marzo ed Ottobre di quell’anno, nel solo Tibet centrale, più di 87mila civili. Il Dalai Lama, seguito da circa 100mila tibetani, fu costretto a fuggire dal Tibet e chiese asilo politico in India dove si costituì un Governo Tibetano in esilio, fondato su principi democratici. Attualmente, il numero dei rifugiati supera abbondantemente le 135mila unità, e l’afflusso dei profughi che lasciano il Paese per sfuggire così alle persecuzioni cinesi non conosce sosta. In Tibet, a dispetto delle severe punizioni, la resistenza continua.
L’occupazione cinese presenta tutte le caratteristiche del dominio coloniale: oltre un milione di tibetani sono morti a causa dell’occupazione. Il 90% del patrimonio artistico ed architettonico tibetano, inclusi circa seimila monumenti tra templi, monasteri e stupa, è stato distrutto. La Cina ha depredato il Tibet delle sue enormi ricchezze naturali. Lo scarico dei rifiuti nucleari e la massiccia deforestazione hanno danneggiato in modo irreversibile l’ambiente e il fragile ecosistema del Paese. In Tibet sono di stanza 500mila soldati della Repubblica Popolare. Il massiccio afflusso di immigrati cinesi sta minacciando la sopravvivenza dell’identità tibetana e ha ridotto la popolazione autoctona a una minoranza all’interno del proprio Paese. Mentre prosegue la pratica della sterilizzazione e degli aborti forzati delle donne tibetane, la sistematica politica di discriminazione attuata dalle autorità cinesi ha emarginato la popolazione tibetana in tutti i settori, da quello scolastico a quello religioso e lavorativo. Lo sviluppo economico in atto in Tibet arreca benefici quasi esclusivamente ai coloni cinesi e non certo ai tibetani.
Nel 1959, 1961 e 1965, le Nazioni Unite approvarono tre risoluzioni a favore del Tibet in cui si esprimeva preoccupazione circa la violazione dei diritti umani e si chiedeva "la cessazione di tutto ciò che priva il popolo tibetano dei suoi fondamentali diritti umani e delle libertà, incluso, logicamente, il diritto all'autodeterminazione". A partire dal 1986, numerose risoluzioni del Congresso degli Stati Uniti, del Parlamento Europeo e di molti parlamenti nazionali hanno deplorato la situazione esistente in Tibet ed all'interno della stessa Cina ed esortato il governo cinese al rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche. Malgrado gli incessanti appelli della comunità internazionale il diritto del popolo tibetano alla libertà di parola è sistematicamente violato. Migliaia di tibetani sono tuttora imprigionati, torturati e condannati senza processo. Le condizioni carcerarie sono a dir poco disumane! Le donne tibetane sono costrette a subire involontariamente la sterilizzazione e l'aborto. I tibetani sono perseguitati per il loro credo religioso, monaci e monache sono poi costretti a sottostare a sessioni di rieducazione patriottica, a denunciare il Dalai Lama ed a dichiarare obbedienza al Partito Comunista.
Negli anni il problema è stato oggetto di una crescente attenzione da parte della comunità internazionale. Il Dalai Lama è stato insignito, nel 1989, del Premio Nobel per la Pace ed è stato ricevuto da molti capi di Stato. Ora che hai conosciuto un po’ meglio la triste vicenda del popolo tibetano oppresso dalla Cina sei ancora convinto che sia giusto disputare le Olimpiadi del 2008 a Pechino? Sei ancora intenzionato a farti ore ed ore di tv per seguire i “Giochi del terrore”? Boicotta Pechino2008! Boicotta le Olimpiadi di sangue!
…e per l’8 Agosto considerati convocato a Roma per manifestare al nostro fianco

venerdì 25 luglio 2008

Destra In Lutto

Paolo Ebana, portavoce de La Destra di Stati Uniti e Canada, è venuto a mancare all'affetto della famiglia e del partito tutto. Ne danno notizia il Segretario nazionale Francesco Storace ed il Presidente Teodoro Buontempo che si stringono attorno alla famiglia. Al cordoglio e alle condoglianze alla famiglia per la triste e tragica notizia che ha sconvolto la breve esistenza delle due figlie di 9 e 4 mesi e della moglie, oltre a quello dell'intera dirigenza nazionale si aggiunge quello degli Italiani nel mondo con in testa il responsabile Alessandro Pucci, Il Dipartimento Donne guidato da Antonella Sambruni, la Rete del Sociale con Luisa Regimenti, La Destra News con Stefano Schiavi, Gioventù Italiana con Alberto Arrighi, Luca Lorenzi, Ruggero Razza e Michele Tortorici e del portavoce regionale della Liguria Massimiliano Mammi.
Ebana lascia in tutti noi un vuoto incolmabile fatto di storia, sacrificio, valori, identità, spiritualità. Militante della prima ora de La Destra, era stato uno delle colonne portanti del Fronte della Gioventù degli anni '80 e '90. Impegnato sul fronte politico ma anche su quello sociale, si era impegnato in prima persona per la Croazia martoriata dalla guerra e per il Libano diviso da un conflitto decennale vivendo in prima persona esperienze irripetibili.
Nelle prossime ore saranno comunicati luogo e orario delle esequie.

giovedì 24 luglio 2008

Poliziotti sottopagati e sicurezza: quanta “destra” nel governo Berlusconi?

La sicurezza delle nostre città è in mano a persone sottopagate, stravolte dai turni straordinari e stressate dai debiti e dal mutuo. Questa è la fotografia preoccupante della polizia italiana che emerge dai dati di uno studio realizzato dall’Ugl sul comparto sicurezza. L’indagine è stata compiuta su un campione di 9.000 operatori tra polizia (5.000), Corpo forestale (1.000), polizia penitenziaria (2.000) e vigili del fuoco (1.000).Il 61 per cento delle forze di polizia, rileva l’Ugl, vive con uno stipendio di 1.000-1.200 euro al mese, spesso in grandi città, ‘’dove la vita è insostenibile se non si ha una famiglia alle spalle'’. L’81per cento ha fatto recentemente ricorso al credito al consumo, mentre il 51per cento ha avviato procedure per il consolidamento del debito. Una debolezza sotto il profilo patrimoniale, nota il sindacato, ‘’che mette a dura prova anche l’integrità morale'’. Il 92 per cento degli intervistati proviene dal Centro-Sud. L’età media si aggira intorno ai 40 anni e quindi, per l’Ugl: ‘’Siamo destinati ad avere un ‘esercito’ di anziani a vigilare sulla incolumità dei cittadini'’.L’82 per cento addebita al lavoro i “disastri” familiari (separazioni, divorzi). Il 64 per cento poi non è proprietario dell’abitazione in cui vive, ma il 93per cento ha acceso un mutuo che per il 91per cento degli intervistati incide sul reddito familiare più della metà.L’unico dato positivo è che il 68 per cento si dice soddisfatto del proprio lavoro, ma solo il 18 per cento è contento dello stipendio e l’89 per cento sarebbe disposto a cambiare mansione per una migliore retribuzione.“La sicurezza” ha detto il segretario generale, Renata Polverini commentando i dati “è la principale infrastruttura del Paese, con particolare riguardo al Sud. Finora i provvedimenti presi dal governo non premiano l’impegno dei nostri operatori per la sicurezza, anzi a partire dall’esclusione dei benefici della defiscalizzazione del lavoro straordinari, vanno nella direzione opposta”.Una critica al governo e alla manovra di bilancio per il triennio 2009/11 di Tremonti: “Nonostante il crescente disagio economico e sociale che sta caratterizzando il nostro Paese, con effetti allarmanti sulla vita delle famiglie e sul funzionamento delle istituzioni” sostiene l’Ugl “il governo non sembra prendere sul serio le difficoltà in cui versano le forze dell’ordine e si appresta ad approvare una manovra che taglia in modo indiscriminato le risorse dei settori della pubblica amministrazione, inclusi quelli destinati alle forze di polizia”. Polizia, carabinieri ed esercito hanno già protestato giovedì scorso, ma Berlusconi ha negato l’esistenza dei tagli e il ministro dell’Interno Maroni ha promesso “Un miliardo dalla confisca dei beni mafiosi”. Parole che non hanno convinto le principali sigle di rappresentanti dei lavoratori del comparto sicurezza che si apprestano a tornare in piazza insieme ai lavoratori della pubblica amministrazione.Siamo al paradosso: mentre l’Ugl ricorda che il 61per cento degli operatori delle forze dell’ordine vive con 1.200 euro al mese, si approva un decreto in materia di sicurezza ma nel frattempo si riducono le forze sul territorio in termini di agenti e commissariati e non si migliorano le condizioni di vita di chi quella sicurezza deve garantire.'E questa una politica di destra o di centro destra? 'E per questo che non si è voluta La Destra come alleato alle scorse elezioni politiche?Marinella Vallini - Coordinatrice Commissione SicurezzaAldo Rovito - Portavoce Provinciale La Destra Alessandria

Buontempo Sul Partito Del Nord

“Il cosiddetto partito del Nord è una pura invenzione mediatica. I giornali legati alla famiglia Berlusconi continuano a scrivere della ‘indisponibilità di Storace a dialogare con il Pdl’. In realtà, l’indisponibilità, non solo di Storace ma di quasi tutto il vertice de La Destra, è quella di confluire nel Pdl e non di dialogare con esso, qualora questo fosse possibile nel rispetto dell’identità e della dignità de La Destra”. E’ quanto dichiara Teodoro Buontempo, presidente de La Destra.“Appare ormai evidente – continua Buontempo - che c’è un’operazione a tenaglia per impedire che La Destra possa continuare il suo cammino in piena libertà politica. Vorrebbero, dall’interno e dall’esterno, piegare le gambe a La Destra prima del mese di gennaio del 2009, data nella quale presumibilmente Alleanza Nazionale sarà definitivamente sciolta all’interno dell’indistinto contenitore del Pdl”.“Come presidente de La Destra – sottolinea Buontempo - rinnovo l’appello all’unità, a discutere e a confrontarsi, ma senza sciupare il bene comune di una destra che prima di essere voluta dalla classe dirigente è stata voluta da un milione di italiani, che hanno detto no alla cancellazione de La Destra nel quadro politico italiano. Come ho avuto modo di dire a Orvieto, la letteratura è ricca di pubblicazioni che raccontano di storie di sequestrati che si innamorano dei loro sequestratori o di sfruttati che si innamorano dei loro sfruttatori. Ma La Destra, che ha pagato un prezzo altissimo per la sua autonomia, condanna nella maniera più decisa il trasformismo di coloro che dopo appena tre mesi dal voto sono in crisi di astinenza per non essere stati rieletti in Parlamento o non essere rientrati alla Camera e al Senato. L’obiettivo che La Destra si è dato – conclude - ha bisogno di una classe dirigente capace di fare politica anche fuori dal Parlamento. Saranno innanzitutto i giovani a giudicare tra chi è nostalgico di una poltrona e chi vuole assicurare un futuro alle loro idee”.

Statuto Aggiornato e Regolamento Congressuale

STATUTO AGGIORNATO DAL COMITATO POLITICO NAZIONALE DEL 19/07/2008Art. 1 Simbolo e principi fondamentali E’ costituito il Movimento Politico denominato “La Destra” con sede in Roma ed avente come simbolo: “cerchio, diviso da una linea ondulata, con la parte inferiore contenente tre bande da sinistra a destra verde, bianca e rossa, la parte superiore con fondo blu contenente la scritta di colore bianco “la Destra” e lateralmente una mano che sorregge una fiaccola di colore giallo”. L’ utilizzo del simbolo del Movimento è competenza del Segretario nazionale ovvero chi da questi delegato.I principi fondamentali del Movimento sono quelli della tradizione culturale e storica del popolo italiano: il rispetto della concezione spirituale della vita; il rifiuto di ogni forma di materialismo e relativismo etico rivendicando le comuni radici cristiane; la libertà delle istituzioni rappresentative, elette a suffragio universale e diretto; la partecipazione dei cittadini, libera e garantita attraverso i più ampi strumenti di coinvolgimento democratico, aderendo pienamente ai principi e alle norme che regolano la vita democratica della nazione; la integrità e la tutela dell’ interesse Nazionale nell’assoluto rispetto della collocazione occidentale ed europea, rivendicando le radici cristiane della nostra civiltà; le autonomie territoriali che si attuano attraverso la sussidiarietà sia verticale che orizzontale; la salvaguardia dell’ ambiente, i valori della solidarietà sociale, del primato del diritto naturale, della tutela della famiglia, della maternità e dei minori e della pari opportunità tra i sessi. Il Movimento ripudia qualsiasi forma di violenza e discriminazione basata sulle differenze sociali, economiche, religiose o etniche.Art.2 Principi organizzativiIl Movimento è organizzato su base democratica ai sensi dell’articolo 49 della Costituzione della Repubblica.L’ organizzazione territoriale del movimento prevede a livello nazionale organi di direzione politica ed amministrativa e a livello locale organi costituiti su base regionale, provinciale e comunali dotati di ampia autonomia organizzativa.Possono federarsi con il Movimento, associazioni e gruppi, che pur mantenendo la loro autonomia organizzativa dichiarino di aderire ai principi ispiratori del Movimento e lo sostengano nelle elezioni sia locali che nazionali. Sono organi nazionali: il Congresso nazionale; il Comitato politico nazionale; il Presidente nazionale, il Segretario nazionale, il Segretario Amministrativo nazionale, il Collegio dei Revisori dei Conti, l’ Esecutivo politico nazionale, Il Garante degli iscritti e il Comitato Etico, il Responsabile organizzativo nazionale. Sono organi locali: il coordinamento, direttivo e Portavoce regionali, provinciali e comunali, l’Ufficio Elettorale.L’adesione è subordinata ad una deliberazione dell’ Esecutivo Politico su proposta del Segretario NazionaleArt. 3 I soci fondatoriSono soci fondatori i partecipanti alla riunione costitutiva del Movimento del 26 Luglio 2007 e registrati nell’atto costitutivo, allegato al presente Statuto. I soci fondatori rimangono iscritti a vita, salvo rinuncia, al Movimento. L’assemblea dei soci fondatori si riunisce nei termini stabiliti dallo Statuto per l’elezione del Garante degli Iscritti, del Comitato Etico e del Collegio dei revisori dei conti. Approva il codice etico su proposta del Comitato etico. Art. 4 Gli IscrittiPossono iscriversi al Movimento tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto il 14° anno di età. Possono altresì iscriversi tutti i cittadini dell’ Unione Europea che abbiano residenza o domicilio in Italia.L’iscrizione è libera e si effettua secondo le modalità di cui all’ apposito regolamento approvato dal Comitato politico. Nel regolamento sono altresì previste le modalità per la corresponsione alle associazioni di volontariato sociale del 50% degli introiti provenienti dal tesseramento.Non è consentita l’iscrizione per interposta persona.E’ incompatibile con l’iscrizione al movimento e l’ adesione ad altri partiti o con associazioni che si pongano in contrasto con l’ articolo 1. Art. 5 Il Garante degli iscrittiE’ istituito il “Garante degli Iscritti” con il compito di dirimere qualsiasi questione relativa alle iscrizioni al Movimento, alla presentazione di liste per le elezioni degli organi interni, alle controversie relative alla disciplina interna ed ad ogni altra questione che ciascun iscritto intenda deferire all’Ufficio in materia di organizzazione interna del Movimento. Il Garante viene eletto dall’assemblea dei fondatori del Movimento. Il garante ha comunque potere di veto sulle determinazioni adottate dagli organi del Movimento, qualora ravvisi violazioni statutarie su segnalazione di iscritti e partecipa di diritto alle riunioni di tutti gli organi del Partito. In caso di controversie relative alle iscrizioni, alla disciplina interna ed ad ogni altra questione relativa all’organizzazione interna del Movimento, ivi comprese quelle relative alla celebrazione dei Congressi territoriali e nazionale del Movimento l’iscritto deve necessariamente rivolgersi al Garante per un tentativo di conciliazione e nel caso la conciliazione fallisca per la decisione nel merito. Le decisioni del Garante relative alle richieste di iscrizione ed alla permanenza nel movimento degli iscritti e quelle relative alla violazione dello Statuto sono appellabili solo in sede giurisdizionale con competenza esclusiva del Foro di Roma, le decisioni concernenti le altre materie devolute al giudizio del garante sono inappellabili. Il Garante dura in carica 3 anni e non e’ immediatamente rinnovabile.ORGANIZZAZIONE TERRITORIALEArt. 6 Il Comitato ComunaleIl Comitato comunale rappresenta l’articolazione organizzativa di base del Movimento.E’ possibile istituire un solo comitato territoriale per ogni Comune salvo che nei Comuni ove sono previste dalla Legge o dagli Statuti Comunali le elezioni di Organi di rappresentanza istituzionale.Art. 7 Il Portavoce ComunaleIl Portavoce comunale è eletto dall’ Assemblea degli iscritti di cui all’ art. 4 secondo il regolamento approvato dal Comitato politico. Il Portavoce comunale resta in carica tre anni ed è rieleggibile per un ulteriore mandato. In caso in cui il Portavoce comunale sia candidato in qualsiasi competizione elettorale viene sostituito dal suo incarico da un reggente elettorale nominato dall’ Esecutivo politico. Art. 8 Il Direttivo Presso ogni comitato comunale viene nominato un direttivo con un numero di componenti pari ad un ventesimo degli iscritti con arrotondamento per difetto e comunque non inferiore a due. Il Portavoce dell’unità comunale nomina uno dei componenti del direttivo mentre i restanti sono eletti dall’assemblea degli iscritti unitamente alla elezione del Portavoce.Il direttivo del comitato coadiuva il Portavoce nella conduzione e nella predisposizione dei programmi di attività politica e fa parte di diritto dell’ufficio elettorale.Tra i componenti del direttivo il Portavoce nomina il tesoriere del comitato.Art. 9 L’ Ufficio ElettoraleIn ogni comitato comunale, in occasione delle elezioni amministrative e politiche, è istituito un ufficio elettorale composto dal Portavoce Comunale, dal direttivo del circolo e da un numero di componenti pari ad un decimo degli iscritti e, comunque non inferiore a cinque, eletto tra gli iscritti riuniti in assemblea almeno tre mesi prima delle elezioni. L’ ufficio elettorale predispone il programma di attività di propaganda e le liste per le elezioni comunali, l’indicazione del candidato alla carica di Sindaco ed a quella di consigliere provinciale per il collegio elettorale in cui il comune è compreso. Nel caso di collegi provinciali in cui siano compresi più comuni a cura della Federazione Provinciale si provvede alla convocazione di tutti gli uffici elettorali dei comuni del collegio per l’indicazione del candidato alla carica di consigliere provinciale. Le decisioni in materia di candidatura e di compilazione delle liste a qualunque livello sono validamente assunte dall’ ufficio elettorale con la maggioranza dei due terzi dei votanti, in carenza provvede il Comitato Politico Nazionale su proposta del Segretario NazionaleArt. 10 La Federazione ProvincialeIn ogni provincia è istituita una federazione tra i comitati territoriali comunali. Il Comitato Politico Nazionale, su proposta del segretario del Movimento, sentito il Presidente e il Segretario regionale di competenza, può istituire federazioni della città capoluogo e del restante territorio provinciale. La federazione provinciale coordina l’attività dei comitati territoriali e rappresenta il Movimento in ambito provinciale, cura la compilazione delle liste alle elezioni provinciali secondo le scelte dei comitati territoriali e propone al coordinamento regionale la lista circoscrizionale provinciale per le elezioni regionali.Nella Valle D’Aosta le competenze della federazione provinciale sono svolte direttamente dal coordinamento regionale.La Federazione provinciale promuove l’istituzione in ogni comune della provincia del comitato locale ed, in ogni caso, di comitati di più comuni confinanti.La Federazione Provinciale cura la compilazione della lista degli aventi diritto al voto per le elezioni del Portavoce e del direttivo comunale e per l’elezione del ufficio elettorale in caso di elezioni amministrative.Art. 11 Il Portavoce ed il direttivo ProvincialeOgni Federazione è retta da un Portavoce e da un direttivo che durano in carica tre anni. e sono eletti. Il Portavoce provinciale è eletto con votazione segreta ed a maggioranza da tutti gli iscritti ai comitati territoriali con almeno sei mesi di anzianità di iscrizione. Che abbiano perfezionato l’iscrizione entro il termine del 31-7-2008 Il Portavoce provinciale è rieleggibile una sola volta consecutiva.Il Portavoce provinciale ha la rappresentanza del Movimento nella Provincia e partecipa alle riunioni del Coordinamento regionale con diritto di voto.Almeno un mese prima del congresso provinciale, il Coordinamento regionale cura la compilazione degli elenchi degli aventi diritto al voto che viene affissa nei locali del Coordinamento regionale, della Federazione provinciale e di tutti i comitati comunali.Il congresso provinciale viene convocato almeno un mese prima della scadenza del mandato del Portavoce provinciale ovvero entro un mese in caso di cessazione anticipata dalla carica. Il Congresso Provinciale viene convocato dal Portavoce Provinciale, su autorizzazione della Segreteria Generale del Congresso Nazionale, in una data compresa tra il 27 settembre 2008 ed il 26 ottobre 2008.Il Congresso elegge il Portavoce provinciale con votazione segreta ed a maggioranza.Presso ogni federazione è altresì istituito un direttivo composto almeno da dieci componenti con una rappresentanza di genere pari almeno al 30%, secondo le modalità del regolamento stabilito dal Comitato politico nazionale nominato dal Presidente Provinciale con il rispetto delle minoranze, nel caso di candidature alternative per la presidenza provinciale, a cui va riservato almeno il 20% dei componentiIl direttivo provinciale coadiuva il Portavoce provinciale nella conduzione della Federazione ed il Portavoce può nominare i componenti del direttivo responsabili dei vari settori di attività costituendo un apposito esecutivo politico.Il Congresso Provinciale elegge altresì i delegati per il Congresso Regionale e Nazionale secondo il numero stabilito dal Comitato Politico Nazionale. Art. 12 Il Portavoce ed il direttivo RegionaleIn ogni Regione viene eletto dal Congresso regionale, con votazione segreta ed a maggioranza assoluta dei votanti, un Portavoce che può essere rieletto per una sola volta consecutivamente.Sono delegati di diritto al Congresso regionale i portavoce provinciali, i fondatori del Movimento, i componenti del Comitato Politico Nazionale, il Garante degli Iscritti, il Presidente del Comitato Etico, i Parlamentari europei e nazionali ed i deputati, consiglieri regionali e consiglieri provinciali, iscritti nella regione e i membri dell’ esecutivo politico. Presso ogni Regione è altresì istituito un direttivo composto da almeno dieci componenti, con una rappresentanza di genere pari al 30% con le modalità stabilite nel regolamento approvato dal Comitato Politico Nazionale.Il direttivo regionale predispone gli elenchi degli aventi diritto al voto per i congressi provinciali.Il direttivo regionale approva le liste circoscrizionali per le elezioni provinciali e regionali così come stabilito dall’ultimo capoverso dell’art.10 e propone al Comitato Politico Nazionale i collegamenti e le candidature per la carica di Presidente della Regione. Il direttivo regionale approva le liste per le elezioni dei comuni capoluogo di provincia ed i relativi collegamenti e candidature per la carica di Sindaco. Il direttivo regionale è eletto dal congresso regionale in liste collegate al candidato a Portavoce con l’espressione di una preferenza.Il Portavoce regionale ed il direttivo compongono il coordinamento regionale e dura in carica tre anni.Il Portavoce Regionale ha la direzione politica delle Federazioni provinciali della Regione e, su espressa delega del Segretario Nazionale, ha la rappresentanza del Movimento nella Regione relativamente alla presentazione delle liste per le elezioni provinciali e regionali. Il Congresso regionale viene convocato dal Segretario Nazionale, d’intesa con il Presidente del Movimento, almeno un mese prima della scadenza del mandato del Portavoce Regionale ovvero entro un mese in caso di cessazione anticipata dalla carica.ORGANI CENTRALIArt. 13 Il Congresso NazionaleOgni tre anni, almeno un mese prima della scadenza del mandato del Segretario Nazionale, ovvero entro un mese dalla cessazione anticipata dalla carica dello stesso, è convocato dal Comitato Politico Nazionale, su proposta del segretario del Movimento, d’intesa con il Presidente, il Congresso Nazionale.Sono delegati di diritto al Congresso Nazionale, i fondatori del Movimento, i componenti in carica del Comitato Politico Nazionale, il Garante degli Iscritti, il Presidente del Comitato Etico, i Portavoce regionali ed i parlamentari europei, nazionali e i deputati e consiglieri regionali, I componenti della direzionale nazionale di Gioventù Italiana e i fondatori del Movimento Giovanile, indicati dal coordinatore nazionale, sentiti il portavoce ed il responsabile nazionale, di Gioventù Italiana complessivamente nel numero di 50; Le componenti l’Ufficio Nazionale del Dipartimento Nazionale Donne e le coordinatrici regionali nel numero massimo di 50; il Direttore del quotidiano nazionale online; sei rappresentanti degli Italiani all’estero indicati dal Segretario Nazionale del Partito. In ogni congresso provinciale vengono eletti i delegati per il congresso nazionale nel numero stabilito dal Comitato Politico Nazionale secondo criteri proporzionali riferiti al numero degli iscritti, ai voti riportati nelle elezioni politiche del 2008 per la camera dei deputati ed alla percentuale maggiore rispetto alla media nazionale per le stesse elezioni.Il Congresso nazionale elegge il Presidente, il Segretario Nazionale ed il Comitato Politico Nazionale.Art. 14 Il Comitato Politico NazionaleIl Comitato Politico Nazionale è composto da 200 componenti eletti dal Congresso nazionale in liste collegate al candidato segretario nazionale con l’espressione di una preferenza, salvo che nel caso di presentazione di un’unica lista, con una rappresentanza di genere pari al 30% secondo le modalità stabilite nel regolamento del Comitato politico nazionale e dura in carica tre anni.Il Comitato Politico Nazionale, su proposta del Segretario Nazionale, d’intesa con il Presidente, nomina e revoca i responsabili dei settori di attività, istituiti dal Segretario Nazionale. Ciascun settore si articola in uffici i cui dirigenti sono nominati dai responsabili di settore.Il Comitato Politico nazionale approva annualmente, su proposta del Segretario Nazionale Amministrativo, il bilancio preventivo e consuntivo del Movimento.Il Comitato Politico Nazionale coadiuva il Segretario Nazionale e l’Esecutivo Politico nella conduzione politica ed organizzativa del Movimento e approva, su proposta del Segretario Nazionale, d’intesa con il Presidente, le liste per le elezioni politiche, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai Coordinamenti regionali e dalle Federazioni Provinciali.Le riunioni del Comitato Politico Nazionale si tengono almeno una volta ogni due mesi e vengono presiedute dal Presidente del Movimento.Sono componenti di diritto del Comitato Politico Nazionale, il Responsabile nazionale dell’ Organizzazione, il Presidente del Comitato Etico, il Capo della Segreteria politica, il Portavoce nazionale ed i Portavoce Regionali.I parlamentari nazionali ed europei, gli assessori ed i consiglieri regionali, i presidenti di provincia ed i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti e delle città capoluogo di provincia, hanno diritto di partecipare ai lavori del Comitato Politico Nazionale, senza diritto di voto.Art. 15 Il Presidente NazionaleIl Presidente Nazionale è eletto dal Congresso Nazionale con votazione unica collegata a quella del candidato segretario, dura in carica tre anni ed è rieleggibile una sola volta.Il Presidente Nazionale convoca su richiesta del Segretario Nazionale o di un terzo dei componenti le riunioni del Comitato Politico Nazionale e le presiede.Esprime il parere obbligatorio in tutte le materie previste dallo Statuto.Propone all’assemblea dei soci fondatori del Movimento il Presidente ed i componenti del Comitato etico. Art. 16 Il Segretario NazionaleIl Segretario Nazionale ha la rappresentanza legale e la direzione politica del Movimento, dura in carica tre anni ed è rieleggibile una sola volta.Il Segretario Nazionale, è eletto dal Congresso Nazionale, a maggioranza assoluta dei votanti . Nel caso che nella prima votazione non si raggiunga la maggioranza prescritta si procede ad una seconda votazione di ballottaggio tra i due candidati più votati. Il Segretario Nazionale propone al Comitato Politico Nazionale l’elezione del Segretario Nazionale Amministrativo ed i responsabili dei settori di attività che istituisce. Art. 17 Il Segretario Nazionale AmministrativoIl Segretario Nazionale Amministrativo è nominato dal Segretario Nazionale e dura in carica per tre anni, salvo revoca dell’ organo nominante.Il Segretario Amministrativo rappresenta il Movimento nei rapporti economici con Enti ed Istituzioni sia pubblici che privati, è autorizzato d’intesa con il Segretario nazionale ad aprire conti correnti sia bancari che postali e ad emettere assegni su tali conti. Formula le linee guida della politica economica e finanziaria del Movimento e predispone la relazione contabile ed il bilancio preventivo e consuntivo del Movimento che, sottopone annualmente al Comitato Politico Nazionale.Art. 18 Il Collegio dei Revisori dei ContiIl Collegio dei Revisori è composto da tre componenti effettivi e due supplenti ed è eletto dall’assemblea dei soci fondatori preferibilmente individuati tra gli appartenenti al movimento che risultino iscritti nel Registro dei revisori contabili.Il collegio non è revocabile. In caso di dimissioni di un componente effettivo subentra un componente supplente. Nel caso che, a causa di successive dimissioni, il collegio si riduca ad un numero di componenti inferiore a tre, l’assemblea dei soci fondatori provvede senza indugio alla nomina di uno o più componenti per reintegrarlo. Il Collegio esamina il bilancio consuntivo e preventivo dando il proprio motivato parere, esamina trimestralmente la corrispondenza della situazione di cassa e delle voci iscritte nei libri contabili alle operazione effettuate. Art. 19 L’Esecutivo Politico Nazionale Il Segretario Nazionale, sentito il Presidente, nomina e presiede l’esecutivo politico nazionale composto dal Presidente del Movimento, dal Segretario amministrativo nazionale, dal Garante degli iscritti, dal Responsabile nazionale dell’ Organizzazione, dal Portavoce nazionale, dal Presidente del Comitato Etico, dal Capo della Segreteria politica, dal responsabile giovanile, dalla responsabile del dipartimento nazionale donne e dai parlamentari e consiglieri regionali iscritti al Movimento. Alle riunioni dell’Esecutivo partecipano i Responsabili di Settore nella discussione di materie di loro competenza.L’ Esecutivo politico nazionale attua le deliberazioni del Comitato politico nazionale e ha poteri di direttiva nei confronti degli eletti del Movimento. E’ facoltà del Segretario nazionale nominare vice-segretari. Art. 20 Il Responsabile Organizzativo Nazionale Il Responsabile organizzativo nazionale è nominato dal Segretario nazionale del partito.È deputato all’ organizzazione complessiva del partito segnatamente alla conduzione dei rapporti ordinari con i Portavoce regionali, alle politiche sulle iscrizioni ed alla tenuta del tesseramento, alla cura e all’ assolvimento di adempimenti ed obblighi elettorali, alla propaganda e mezzi di promozione, alla comunicazione ed informatizzazione interne al partito, ai rapporti con le categorie; per coadiuvare il Responsabile organizzativo in detti compiti sono preposti responsabili d’ ufficio, proposti al Segretario Nazionale. Art. 21 Il Dipartimento Nazionale DonneE’ costituito il Dipartimento nazionale donne.Il Dipartimento è composto da una responsabile nazionale, nominata dal Segretario del Movimento d’intesa con il Presidente, dall’ufficio nazionale nominato dalla responsabile nazionale e dai coordinamenti regionali e provinciali.Tutti i Coordinamenti regionali e provinciali dipendono funzionalmente dal responsabile del Dipartimento nazionale.Le responsabili dei coordinamenti regionali e provinciali sono nominate dalla responsabile nazionale su proposta dei Portavoce Regionali e Provinciali del Movimento Art. 22 Il Movimento GiovanileE’ promossa la costituzione del Movimento giovanile.Il Movimento gode della più ampia autonomia nel rispetto dello statuto dei giovani che viene adottato dall’assemblea degli iscritti previa ratifica dell’Esecutivo Politico Nazionale del Movimento. Art. 23 Il Consiglio Provinciale di categoria ed il Consiglio Nazionale di categoriaPresso ogni Federazione Provinciale sono istituiti i consigli delle categorie, delle libere professioni, composti sia da iscritti che da simpatizzanti del Movimento. L’istituzione del consiglio di categoria, il numero dei componenti e le modalità di funzionamento sono stabiliti con regolamento approvato dal direttivo provinciale su proposta del Portavoce.Ogni Consiglio provinciale di categoria nomina uno o più delegati per il Consiglio Nazionale di categoria, secondo il numero e le modalità di funzionamento stabilite da un regolamento che viene emanato dal Comitato Politico Nazionale.I Consigli Provinciali ed il Consiglio Nazionale coadiuvano gli organi del Movimento e, rispettivamente, i gruppi consiliari e parlamentari nell’attività deliberativa e legislativa, predisponendo proposte, documenti, relazioni ed atti di indirizzo ed organizzando convegni di studio, istituendo concorsi e borse di studio ed ogni altra attività ritenuta utile per la rappresentanza degli interessi economici e sociali delle categorie rappresentate. DISPOSIZIONI ED ORGANI DI GARANZIAArt. 24 Le tuteleIn ogni elezione deve essere assicurata l’espressione del voto degli iscritti e dei delegati in modo segreto. In ogni votazione in caso di parità tra due iscritti prevale l’anzianità di iscrizione ed in caso di ulteriore parità prevale il candidato più anziano di età.Gli eletti nelle cariche ed i componenti degli organi di direzione non possono essere rimossi prima della scadenza del mandato se non per comprovati motivi di assoluta incompatibilità con i principi e l’etica del movimento. La delibera è adottata dal Segretario Nazionale sentito il Presidente Nazionale, fatto sempre salvo il ricorso al Garante degli iscritti. Il ricorso non sospende l’esecuzione ma la pronuncia del Garante deve intervenire entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso. In caso di revoca di un portavoce locale, entro 30 giorni il Congresso rielegge il successore.La carica di Portavoce provinciale e regionale, di Presidente e di Segretario Nazionale è incompatibile con la presidenza od incarichi direttivi ed esecutivi in Fondazioni ed incarichi di Governo nazionale e locale. La carica di Portavoce Comunale è incompatibile con incarichi in Giunte Municipali.Tutti i regolamenti previsti dallo Statuto e quelli eventualmente previsti da deliberazioni successive debbono essere emanati entro sei mesi dall’entrata in vigore dello Statuto o dall’adozione della deliberazione.L’iscrizione al Movimento è libera. I portavoce provinciali e regionali ed i componenti dell’Esecutivo Politico nazionale possono richiedere, nel caso di documentata assoluta incompatibilità del richiedente con i principi etici del Movimento, al Comitato etico di rifiutare l’iscrizione. Analogamente il Comitato Etico revoca l’iscrizione nel caso di grave violazione dell’articolo 1 dello Statuto da parte di un iscritto. La delibera del Comitato etico non è impugnabile nelle forme ordinarie. Art. 25 Il Comitato EticoE’ istituito il Comitato Etico per la verifica delle condizioni di eleggibilità e compatibilità dei candidati proposti dal Movimento alle elezioni Comunali, Provinciali, Regionali, Nazionali ed Europee.Il Comitato è costituito da un Presidente e da venti componenti che vengono nominati dall’assemblea dei soci fondatori del Movimento ai sensi dell’ art. 16.Il Comitato verifica le condizioni di compatibilità ed eleggibilità dei candidati, tenendo conto delle legge vigenti e dei principi etici e morali del Movimento secondo un codice etico che verrà redatto dallo stesso comitato ed approvato dall’assemblea dei soci fondatori. Art. 26 Disposizioni transitorie e finali Lo Statuto entra in vigore il giorno successivo dall’approvazione dell’Assemblea Costituente degli iscritti al Movimento. La convocazione dei Congressi per l’elezione degli Organi avviene improrogabilmente entro un anno dall’approvazione. Fino a tale data rimangono in carica gli organi eletti dai soci fondatori, il Comitato Politico Nazionale, che può essere integrato con deliberazione del Segretario Nazionale d’intesa con il Presidente, nonché, salvo revoche ed integrazioni deliberate dal Segretario Nazionale, d’intesa con il Presidente, gli Organi fiduciari in carica alla data dell’Assemblea Costituente.Fino alla data del primo congresso del Movimento lo Statuto potrà essere modificato su iniziativa del Comitato politico nazionale e sottoposto alla successiva ratifica congressuale.LegendaIn neretto le modifiche apportate dal C.P.N. del 10-1-2008In neretto corsivo e caratteri barrati le modifiche apportate dal C.P.N. del 19-7-2008 1° CONGRESSO NAZIONALERoma 7-8-9 novembre 2008REGOLAMENTONorme Generali1- Ai sensi delle disposizioni generali approvate dal Comitato Politico Nazionale del 24 giugno 2008 sono ammessi al voto e sono eleggibili nei congressi provinciali tutti gli iscritti che abbiano fatto pervenire alla Direzione Nazionale, sia attraverso le Federazioni Provinciali che “on line”, la richiesta di iscrizione, completa di pagamento, entro il 31 luglio 2008. Sono altresì elettori ed eleggibili tutti gli iscritti del 2007 che abbiano provveduto al rinnovo dell’iscrizione per l’anno 2008 entro il 10-9-2008. Il voto si esprime in forma segreta ed assolutamente individuale. Non è ammessa alcuna forma di delega e l’iscritto viene identificato al momento della consegna della scheda per le votazioni con un documento di identità valido.2- Entro il 20 settembre 2008 la Segreteria Generale del Congresso approva l’elenco degli iscritti di ciascuna Federazione Provinciale, trasmessi secondo le modalità prescritte dallo Statuto, che hanno diritto al voto. Gli elenchi restano a disposizione degli iscritti per la consultazione presso la sede della Direzione Nazionale in Roma, presso le sedi delle Federazioni Provinciali e nella sedi congressuali durante le operazioni di voto.3- La Segreteria Generale del Congresso assegna nel termine del 20 settembre 2008, secondo le modalità di seguito illustrate, a ciascuna Federazione Provinciale il numero di delegati da eleggere per il Congresso Nazionale. Le modalità per l’attribuzione dei delegati alle singole federazioni provinciali sono le seguenti: a) 400 delegati assegnati proporzionalmente ai voti riportati nelle elezioni politiche 2008 per la Camera dei Deputati; b) 400 delegati assegnati proporzionalmente agli iscritti in regola con il tesseramento nel termine del 10 settembre 2008; c) 200 delegati assegnati alle province che hanno conseguito una percentuale superiore alla media nazionale del 2,428% in modo direttamente proporzionale al crescere del differenziale positivo tra la percentuale conseguita e la media nazionale. In ogni federazione il primo posto di delegato elettivo è attribuito al Presidente provinciale eletto i restanti posti sono distribuiti alle liste presentate secondo le modalità di seguito illustrate. Nel caso la federazione debba eleggere un solo delegato per il congresso si procederà esclusivamente all’elezione del Presidente Provinciale e non si darà luogo alla presentazione ed elezione delle liste dei delegati al congresso nazionale.4- In tutte le liste per l’elezione dei delegati al congresso, dovrà essere assicurata una rappresentanza di genere di almeno il 30% con arrotondamento all’unità superiore. Tutte le altre cifre ottenute a seguito di divisioni o quozienti percentuali vengono arrotondate all’unità inferiore nel caso di decimali inferiori a 5 ed all’unità superiore nel caso di decimali pari o superiori a 5.5- Nel caso di dimissioni o di impedimento del Presidente della Segreteria Generale del Congresso, la Segreteria Generale elegge a maggioranza al suo interno il sostituto, nel caso di dimissioni di membri della Segreteria Generale, i sostituti vengono nominati dal Presidente della Segreteria Generale.Svolgimento del Congresso Provinciale6- Il Portavoce Provinciale, previa autorizzazione della Segreteria Generale del Congresso, fissa la data ed il luogo di svolgimento del Congresso Provinciale che dovrà tenersi non prima del 27 settembre 2008 e non oltre il 26 ottobre 2008.7- La convocazione del Congresso Provinciale deve essere affissa nella sede della Direzione Nazionale, della Federazione Provinciale e di tutti i Comitati Comunali della Provincia almeno cinque giorni liberi prima dello svolgimento del Congresso. La convocazione verrà inoltre pubblicata sul sito ufficiale del partito “la-destra.it” e sul quotidiano telematico “destra news”. Il Portavoce Provinciale all’atto della richiesta illustra altresì le ulteriori modalità di pubblicità della convocazione volte ad assicurarne la conoscenza da parte di tutti gli iscritti8- Durante lo svolgimento del Congresso dovrà essere assicurato un congruo ed uguale tempo per gli interventi ai candidati alla carica di Portavoce Provinciale ed a due rappresentanti per ciascuna delle liste dei delegati per il Congresso Nazionale.9- Entro due ore dall’apertura dei lavori del Congresso Provinciale i candidati alla carica di portavoce provinciale debbono presentare la loro candidatura, corredata dalle firme di almeno il 10% degli iscritti aventi diritto al voto, nel caso di federazioni provinciali con più di 500 iscritti, ed almeno il 20% nel caso di federazioni provinciali con meno di 500 iscritti nonché un programma di attività che illustrano all’Assemblea degli iscritti. 10- Nello stesso termine debbono essere presentate le liste dei delegati al congresso nazionale che debbono contenere un numero di candidati non inferiore ad un terzo dei delegati da eleggere e non superiore al numero dei candidati da eleggere. Possono essere presentate liste collegate con mozioni nazionali, secondo le modalità stabilite dal Comitato Politico Nazionale del 24 giugno 2008; in tal caso deve essere redatta dichiarazione di collegamento sottoscritta dal primo firmatario della mozione nazionale. Possono essere presentate altresì liste locali non collegate con alcuna mozione nazionale. Le liste debbono essere sottoscritte da almeno il 10% degli iscritti aventi diritto al voto e debbono indicare il nominativo di non più di due rappresentanti. Ogni avente diritto al voto può sottoscrivere una sola lista, le sottoscrizione doppie verranno annullate. Ogni elettore potrà esprimere una preferenza, contrassegnando con una “X” l’apposito riquadro posto a fianco del candidato, nel caso debbano essere eletti fino a dieci delegati per il congresso nazionale, due preferenze, nel caso debbano essere da undici a trenta delegati, tre preferenze nel caso debbano essere eletti più di trenta delegati. Nel caso venga presentata un’unica lista di delegati, questa potrà contenere non più di due terzi dei delegati da eleggere ed i restanti verranno eletti con l’espressione nominativa di una preferenza, nel caso restino da eleggere meno di cinque delegati, due nel caso restino da eleggere da cinque a dieci delegati e tre nel caso restino da eleggere più di dieci delegati. Risulta eletto Portavoce provinciale il candidato che abbia raggiunto il maggior numero dei voti validi. Alle liste dei delegati vengono attribuiti i seggi secondo la ripartizione con il metodo D’Hondt, in caso di parità di quozienti prevale quello della lista che ha riportato il maggior numero dei voti.11- Il Congresso è presieduto dal rappresentante delegato dalla Segreteria Generale del Congresso, non iscritto nella Federazione, che presiede altresì la commissione elettorale che propone all’assemblea all’atto dell’apertura del congresso ed è eletta per alzata di mano. La Commissione elettorale è composta, oltre che dal rappresentante della Segreteria Generale, da due o più iscritti, sempre in numero pari secondo il suo apprezzamento in base al numero degli elettori ed alla situazione logistica. I candidati alla carica di Portavoce Provinciale ed i rappresentanti delle liste di delegati al Congresso Nazionale possono designare un rappresentante che assiste alle operazioni elettorali e può far verbalizzare eventuali osservazioni e contestazioni.12- Tutti gli iscritti presenti possono chiedere di intervenire nel dibattito. Il rappresentante della Segreteria Generale fissa il termine ultimo per la richiesta di intervento e provvede al contingentamento dei tempi di intervento onde consentire il termine delle operazioni di voto e lo spoglio. Le operazioni elettorali hanno inizio subito dopo la conclusione del dibattito ed all’inizio delle stesse il rappresentante della Segreteria Generale comunica il termine di chiusura; gli iscritti presenti nei locali delle votazioni alla scadenza del termine debbono comunque essere ammessi al voto. Lo spoglio dei voti inizia subito dopo il termine delle operazioni di voto e si procede prima allo scrutinio per l’elezione del Portavoce Provinciale e poi a quello per i delegati al Congresso Nazionale. Al termine delle operazioni elettorali il rappresentante della Segreteria Generale redige un verbale delle operazioni contenente i risultati elettorali ed il nominativo degli eletti, completo di tutte le indicazioni anagrafiche e l’indirizzo e mail e numero di telefax, e lo sottoscrive, unitamente ai componenti dell’ufficio elettorale, trasmettendolo senza indugio e non oltre le 24 ore alla segreteria generale del congresso. Svolgimento del Congresso Nazionale 13- Sono delegati di diritto al Congresso Nazionale, secondo l’articolo 14 dello Statuto: 1)I fondatori del Movimento che non abbiano rinunciato all’iscrizione o non siano decaduti dall’iscrizione per altra causa; 2) i componenti in carica del Comitato Politico Nazionale; 3) Il Garante degli Iscritti; 4) Il Presidente del Comitato Etico; 5) I parlamentari europei, nazionali, i deputati e consiglieri regionali; 6) I componenti della direzionale nazionale di Gioventù Italiana e i fondatori del Movimento Giovanile, indicati dal coordinatore nazionale, sentiti il portavoce ed il responsabile nazionale, di Gioventù Italiana complessivamente nel numero di 50; 7) Le componenti l’Ufficio Nazionale del Dipartimento Nazionale Donne e le coordinatrici regionali nel numero massimo di 50; 8) Il Direttore del quotidiano nazionale online 9) sei rappresentanti degli Italiani all’estero indicati dal Segretario Nazionale del Partito. Sono delegati elettivi i portavoce provinciali e tutti gli eletti nei congressi provinciali, risultanti dai verbali trasmessi dai rappresentanti della segreteria generale del congresso e dalle decisioni prese dalla stessa segreteria generale su eventuali reclami. 14- Entro due ore dall’apertura del congresso i primi firmatari delle mozioni nazionali presentano la candidatura a segretario del Movimento, corredata da almeno cento firme. Nel caso il candidato segretario non sia il primo firmatario della mozione, il candidato indicato deve sottoscrivere la candidatura per accettazione. I candidati a Segretario presentano alla Segreteria Generale del Congresso la lista di candidati al Comitato Politico Nazionale. La lista dei candidati al Comitato Politico Nazionale deve contenere non meno di un terzo e non più del numero dei componenti da eleggere. Il Candidato Segretario indica altresì il candidato alla carica di Presidente che deve sottoscrivere l’indicazione per accettazione. I delegati votano il candidato segretario prescelto e la lista collegata esprimendo un solo voto preferenza per l’elezione dei componenti al Comitato Politico Nazionale, così come previsto dall’articolo 15 dello Statuto, apponendo un segno di “X” su di un’apposita casella a fianco del nome del candidato. Nel caso nella prima votazione nessuno dei candidati raggiungesse la metà più uno dei votanti si dovrà procedere ad una votazione di ballottaggio tra i due candidati meglio classificati, in caso di parità tra candidati prevale l’anzianità di età. La ripartizione degli eletti per il comitato politico nazionale tra le liste presentate si effettua con il metodo D’Hondt ed in caso di parità di quozienti prevale quello riferito alla lista con la cifra totale più alta. Qualora la lista del segretario eletto non abbia raggiunto il 60% dei voti, avrà comunque eletti 120 componenti, i rimanenti 80 eletti saranno attribuiti alle altre liste sempre con il metodo D’Hondt. Nel caso di presentazione di un’unica lista la stessa potrà contenere non più di 120 componenti da eleggere ed i componenti rimanenti saranno eletti con l’espressione nominativa al massimo di cinque voti di preferenza e risulteranno eletti gli 80 delegati che avranno raggiunto il maggior numero di voti. Le preferenze eccedenti le prime cinque si intendono annullate. In caso di parità di voti verrà eletto il più anziano di età.15- In apertura del Congresso l’assemblea assume la Presidenza il Presidente della Segreteria Generale del Congresso, che propone all’assemblea l’elezione per alzata di mano dell’Ufficio di presidenza composto da non meno di cinque membri, della commissione elettorale e dei trenta questori. La Commissione Elettorale è composta dal Presidente, dal Segretario e da non meno diciannove componenti e può costituire al suo interno delle sottocommissioni per costituire più seggi elettorali. I candidati alla carica di segretario possono designare dei rappresentanti che assistono alle operazioni elettorali e possono far verbalizzare eventuali osservazioni e contestazioni. A tutte le operazioni di predisposizione e di esercizio del voto e di spoglio assiste un Notaio designato dalla Presidenza del Congresso che sottoscrive il verbale delle operazioni elettorali, unitamente al Presidente, al Segretario ed ai componenti della Commissione Elettorale. RECLAMI16- Avverso le modalità di svolgimento ed i risultati dei congressi provinciali e del congresso nazionale è ammesso reclamo rispettivamente da parte di ogni iscritto alla Federazione Provinciale e di ogni delegato al Congresso Nazionale alla Segreteria Generale del Congresso. Il reclamo motivato e firmato deve essere inoltrato a mezzo fax od e mail alla Segreteria (recapiti) entro quarantotto ore dalla conclusione del congresso. La segreteria decide inappellabilmente nelle ventiquattro ore successive sul reclamo con decisione assunta a maggioranza dei votanti. Proposta di modifiche statutarie temporaneeArt. 11 al primo comma dopo le parole “tre anni” apporre un punto e sostituire le parole “e sono eletti” con le parole “Il Portavoce Provinciale è eletto.Art. 11 al primo comma sostituire le parole “con almeno sei mesi di anzianità di iscrizione” con le parole “che abbiano perfezionato l’iscrizione entro il termine del 31-7-2008”. Art. 11 sostituire il comma “Il congresso viene convocato ……..in caso di cessazione anticipata dalla carica” con il seguente periodo. “Il Congresso Provinciale viene convocato dal Portavoce Provinciale, su autorizzazione della Segreteria Generale del Congresso Nazionale, in una data compresa tra il 27 settembre 2008 ed il 26 ottobre 2008.”Art. 11 al termine del sesto capoverso sostituire la frase “secondo le modalità del regolamento stabilito dal Comitato Politico Nazionale” con la seguente: “nominato dal Presidente Provinciale con il rispetto delle minoranze nel caso di candidature alternative per la presidenza provinciale, a cui va riservato almeno il 20% dei componenti. Art. 13 al secondo capoverso aggiungere al termine: “I componenti della direzionale nazionale di Gioventù Italiana e i fondatori del Movimento Giovanile, indicati dal coordinatore nazionale, sentiti il portavoce ed il responsabile nazionale, di Gioventù Italiana complessivamente nel numero di 50; Le componenti l’Ufficio Nazionale del Dipartimento Nazionale Donne e le coordinatrici regionali nel numero massimo di 50; Il Direttore del quotidiano nazionale online; sei rappresentanti degli Italiani all’estero indicati dal Segretario Nazionale del Partito. Art. 13 al terzo capoverso aggiungere al termine “, ai voti riportati nelle elezioni politiche del 2008 per la camera dei deputati ed alla percentuale maggiore rispetto alla media nazionale per le stesse elezioni” Art. 14 al primo capoverso dopo le parole “con l’espressione di una preferenza” aggiungere: “salvo che nel caso di presentazione di un’unica lista”.

Chiarimenti sulle dichiarazioni della Santanchè

“E’ ormai inprocastinabile oltre la convocazione dell’Esecutivo Politico Nazionale e lo chiederò io stesso, oggi, al Segretario Nazionale Storace per chiarire le affermazioni della nostra Portavoce Santanche’ pubblicate oggi sui quotidiani nazionali.Leggere, infatti, che accetterebbe, se le venisse proposto, un ruolo di Sottosegretario nel Governo Berlusconi, lo ritengo scorretto dal momento che si tratterebbe di un personalismo incompatibile con il suo ruolo di Portavoce e in più perché è avulso da un quadro generale strategico di accordo tra la Destra e il PDL che oggi non c’è.Se lo avesse detto ieri ad Orvieto, pubblicamente, sarebbe stata sconfessata (o fischiata) da tutta l’assemblea.Mi sento di invitare Daniela Santanche’ ad una seria riflessione su ciò che dice pubblicamente in assemblee come quelle di Orvieto e ciò che poi dichiara ai giornalisti circa i suoi reali intendimenti e le sue reali volontà politiche e personali.Al momento va doverosamente preso atto che la sua linea non è quella del Partito che è stata ben espressa ieri ad Orvieto da Storace e Buontempo.Personalmente, infine, non ho gradito nel suo intervento di ieri la “promozione” pressocchè a pieni voti del Governo Berlusconi perché è un evidente “appiattimento” sul PDL che la base e tutto il partito rifiuta specie di fronte ai gravi problemi irrisolti per milioni di italiani in tema di indebolimento dei salari, delle pensioni, delle famiglie, in tema di rincari di tariffe e servizi e in assenza di incentivi alle PMI”.

Nuove Cariche Nel Partito

Il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, d’intesa con il Presidente, Teodoro Buontempo, ha disposto, nel quadro della riorganizzazione del partito per una meticolosa preparazione delle liste per le elezioni europee (ai sensi dell’art. 26 dello statuto vigente), i seguenti avvicendamenti nelle strutture del partito nel Lazio: nuovo portavoce regionale è Vittorio Messa, che subentra a Livio Proietti, il quale ricoprirà l’incarico di Garante degli Iscritti e Segretario della Segreteria generale del Congresso; portavoce per i comuni della provincia di Roma, invece, in sostituzione dello stesso Messa è stato nominato Roberto Buonasorte; infine, portavoce per la Città di Roma, in luogo di Fabio Sabbatani Schiuma, che resta membro del Comitato Politico Nazionale, è stato nominato Alberto Pascucci.

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DE LA DESTRA TEODORO BUONTEMPO

Buontempo: Storace non si è dimesso e La Destra non confluirà nel Pdl

"Non è vero che Storace si è dimesso da segretario de La Destra e se lo avesse fatto le dimissioni sarebbero state respinte con molta determinazione. Invito quindi tutti gli organi di stampa a smentire la notizia che è stata diffusa nel pomeriggio di oggi. Storace resta il segretario con tutti i poteri che lo statuto gli attribuisce. Storace ha affermato che solo nel caso in cui al congresso, che si celebrerà a novembre, ci saranno più candidati alla segreteria de La Destra, lui rinuncerà alla propria candidatura, rimanendo, in ogni caso, al suo posto, facendo tutto il suo dovere e contribuendo ad eleggere un altro segretario. Dall’assemblea programmatica di Orvieto sono emerse invece altre certezze: che la fiducia della base nei confronti del segretario Storace non è in discussione; che La Destra, che fa parte del centrodestra, nonostante abbiano tentato di fiaccarne il ruolo e l'unità, non rifiuta tavoli di confronto né dialoghi per alleanze con gli altri partiti del centrodestra, purchè si rispetti la nostra autonomia, la nostra libertà e il diritto di cittadinanza del nostro simbolo; che l'ipotesi di confluenza nel Pdl è assolutamente impraticabile. Oggi, dopo Orvieto. La Destra è più unita ed è diventata più chiara la sua prospettiva futura. Tutti credo abbiano capito che nessun tentativo esterno può indebolire la nostra forza identitaria e la volontà di assicurare all’Italia che La Destra c’è e ci sarà".

sabato 12 luglio 2008

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